Potere d’acquisto: italiani più preoccupati d’Europa. Anche in Veneto costretti a “tirare la cinghia”

L’aumento dello spread ha riportato al centro del dibattito il reale pericolo economico e finanziario in cui versa il nostro Paese. Tuttavia al di là dello spread e dei mercati finanziari, le difficoltà quotidiane di fronte alla crisi economica si fanno sentire con sempre maggior forza. Gli Italiani sono molto preoccupati per la propria condizione economica, molto di più rispetto al resto d’Europa e anche in Veneto le famiglie percepiscono un consistente calo del proprio benessere economico che le porta a dover «tirare la cinghia» impattando direttamente sul potere d’acquisto e i consumi.

Osservando il confronto tra i dati di un recente studio di SWG e quelli rilevati da Eurobarometro, emerge che gli italiani nel 2012 vedono come maggior preoccupazione la perdita del potere d’acquisto. Il 54% dei residenti nel nostro Paese soffre per l’aumento dei prezzi contro un 24% a livello europeo.

L’incertezza economica continua ad aumentare e con essa, rispetto al passato, aumentano le preoccupazioni dei cittadini italiani. Al primo posto troviamo la paura della perdita del potere d’acquisto che colpisce direttamente il benessere economico delle famiglie e che dal 2005 aumenta di 24 punti percentuali. Anche la disoccupazione è una delle preoccupazioni maggiori, ma meno accentuata nell’arco di otto anni (+19%) rispetto a quella riguardante tasse e fisco (+23%).

Le preoccupazioni degli italiani a confronto con l’Europa
Indicatore di percezione su scala 0-100 e Var. % con 2011
Fonte: Elaborazioni OV su dati SWG ed Eurobarometro

Anche in Veneto si alimenta un sentimento di insoddisfazione per la condizione generale di benessere che vede le famiglie residenti in Veneto più in difficoltà rispetto a Nord Est, Nord Ovest e anche alla media nazionale. Nel 2012 inoltre le famiglie venete si vedono investite dalla crisi economica con maggior durezza rispetto al resto del Nord Italia e in Veneto la recessione sembra colpire con più energia.

Si tratta di un consistente peggioramento della percezione del proprio benessere economico ad influire sulla difficile condizione delle famiglie venete. Rispetto al 2011 il giudizio dei residenti in Veneto sul proprio benessere economico cala di quasi 18 punti percentuali con una punta di pessimismo maggiore della media nazionale e del resto del Nord Italia. 

Percezione del benessere economico delle famiglie
Indicatore di percezione su scala 0-100 e Var. % con 2011
Fonte: Elaborazione OV su dati Plancia (c) e SWG

Anche la capacità di risparmio nel 2012 diminuisce (-13,2% in un anno). Sembra infatti che i residenti in Veneto vivano un sostanziale peggioramento della propria capacità di risparmiare denaro con un giudizio peggiore anche rispetto al resto del Nord Est dove addirittura si possono osservare dal 2011 timidi segnali di miglioramento (+2,3%). Il Veneto in sostanza è più pessimista delle regioni confinanti e si allinea con i peggiori, probabilmente anche per un crollo delle condizioni economiche più repentino rispetto ad altre zone del nostro Paese.

Segnali negativi quindi anche dalla propensione al consumo che nel caso delle famiglie venete risulta migliore solo di quella del Sud Italia con un tasso di peggioramento uguale alle regioni meridionali (isole escluse) del 15,6%. 

È evidente a questo punto che, come nel resto d’Italia e forse con punte ancora più aspre, la mancanza di sostentamento economico, accompagnato in buona parte dei casi da una scarsa stabilità occupazionale, sta letteralmente costringendo molte famiglie venete a compiere degli sforzi notevoli per non ricadere nell’esclusione sociale. 

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