In Veneto l’aumento dei lavoratori autonomi non rilancia l’impresa

I lavoratori autonomi in Italia raggiungono quasi quota 5,7 milioni e rappresentano da sempre uno dei cardini dello sviluppo economico nazionale. In Veneto, nonostante il periodo di crisi, il numero dei lavoratori autonomi aumenta rispetto all’anno scorso (a fronte di una diminuzione nello stesso periodo dei dipendenti) come fosse una sorta di reazione alla crisi occupazionale. Tuttavia, l’aumento degli autonomi in Veneto non sembra influire come stimolo alla crescita imprenditoriale: l’ombra delle false partite IVA si svela con una certa inquietudine.


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A settembre del 2012 l’incidenza dei lavoratori autonomi (al netto dei collaboratori e parasubordinati e quindi potenzialmente professionisti e imprenditori con partita iva) sul totale degli occupati, è tra le più basse in Italia, appena superiore al 24% e sotto la media nazionale (24,7%). Ai primi posti troviamo Molise (29,5%) e Calabria (28,4%) che dimostrano un’incidenza maggiore dei lavoratori indipendenti.

Incidenza dei lavoratori autonomi sul totale degli occupati, al III° trimestre 2012
Valori percentuali
Fonte: elaborazioni Officina Veneto su dati Istat

Il Veneto si posiziona al 16° posto nella classifica nazionale. Tuttavia se consideriamo l’intervallo di tempo compreso tra settembre di quest’anno e lo stesso periodo dell’anno scorso possiamo vedere come tra gli occupati, il numero dei lavoratori autonomi in Veneto stia aumentando (+7,3%) a fronte di una diminuzione dei dipendenti (-2,6%). Questo aumento di lavoratori autonomi potrebbe essere dovuto a un attuale meccanismo di reazione alla crisi occupazionale che da circa dicembre 2011 ha cominciato a marciare con maggior decisione.

Il lavoro autonomo aveva registrato nel 2010 una crescita molto robusta che però si è esaurita l’anno successivo evidenziando peraltro una stagionalità più marcata del fenomeno. Inoltre i valori registrati a settembre 2012 non raggiungono quelli di cinque anni prima, quando la crisi economica e finanziaria cominciava a farsi sentire.

Osservando poi nel particolare la dinamica trimestrale del numero dei lavoratori indipendenti di quest’ultimo periodo, è possibile vedere come nel mese di dicembre 2011 il lavoro autonomo sembra assumere una caratteristica compensatoria all’aumento della disoccupazione. È plausibile infatti, come già accennato precedentemente, che il lavoro autonomo rappresenti una sorta di meccanismo di reazione alla crisi occupazionale attuale, in atto con più decisione già a partire dal secondo semestre del 2011.

Serie storica trimestrale del lavoro autonomo in Veneto in relazione al tasso di disoccupazione – Valori assoluti per i lavoratori autonomi (asse di sx) e percentuali per il tasso di disoccupazione (asse di dx)
Fonte: elaborazioni Officina Veneto su dati Istat

Difficile tuttavia affermare che l’aumento del numero di lavoratori indipendenti possa significare uno stimolo diretto all’imprenditorialità veneta. Infatti, gli ultimi dati sulla diminuzione di nuove imprese e soprattutto il calo costante a settembre di quest’anno del numero di imprese individuali attive nella regione, non ci permette di considerare l’incremento del lavoro autonomo di questo periodo, come un’accelerazione della sua componente imprenditoriale. Piuttosto, visto il periodo di crisi che viviamo, si palesano le ombre delle cosiddette «partite IVA fittizie», ovvero quei lavoratori costretti ad aprirsi una partite IVA, ma trattati come lavoratori parasubordinati a tutti gli effetti.

Numero di imprese individuali attive in Veneto da settembre 2007 – Valori assoluti
Fonte: elaborazioni Officina Veneto su dati Infocamere