Esportazioni del Veneto: la crisi colpisce anche le performance dell’export

Durante questo periodo di perdurante crisi economica le esportazioni hanno rappresentato una sorta di scialuppa di salvataggio per lo sviluppo economico del nostro Paese, tenute a galla soprattutto dalle performance positive delle regioni del Nordest. In Veneto tuttavia, in quest’ultimo periodo, si assiste a un ridimensionamento dell’attività di export, con una crescita molto ridotta. Il rallentamento dell’export in Veneto potrebbe rappresentare un serio problema per il futuro economico della regione, soprattutto a fronte di una domanda interna destinata a calare.

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Il fenomeno dell’export in Veneto sembra subire da almeno sei mesi alcune importanti trasformazioni. A settembre 2012, mentre in buona parte delle regioni italiane la domanda estera cresce, il Veneto subisce un rallentamento delle esportazioni che porta le attività di export regionali ad una crescita molto ridotta (+0,6%) se confrontata anche con la media nazionale (+2,2%).

Anche osservando la serie storica trimestrale delle esportazioni è possibile vedere come il volume economico prodotto dalla domanda estera in Veneto abbia subito in un anno una crescita piuttosto ridotta. Se consideriamo che i volumi di esportazioni venete stanno subendo in generale un ridimensionamento rispetto al passato, la difficoltà a crescere dell’export in Veneto diventa un segnale da tenere monitorato per non rischiare di perdere uno degli skills oggi più importanti dell’economia regionale.

Le esportazioni del settore industriale rappresentano il 97% dell’export veneto e contribuiscono pesantemente a darne il segno generale. A settembre 2012 infatti, sono in positivo rispetto all’anno scorso, ma si tratta di una crescita che, in linea con le esportazioni totali, rappresenta più una tenuta che non un vero e proprio aumento. Nello specifico, in un anno, sono i prodotti alimentari, bevande e tabacco a costituire un importante contributo positivo (+9,5%). Anche i settori della chimica e della farmaceutica registrano valori in crescita con un aumento complessivo che supera il 21% rispetto a settembre dell’anno scorso.

Inoltre, osservando i mercati globali dei Paesi emergenti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) la situazione per le esportazioni del Veneto non migliora. La crisi, in altre parole, si fa sentire anche nelle attività di export regionali destinate ai Paesi emergenti (che rappresentano ormai circa l’8% delle esportazioni regionali nel mondo) provocando, nel corso di un anno, un ridimensionamento che raggiunge a settembre 2012, quasi quattro punti percentuali in meno (-3,8%), con un volume economico di esportazioni ridotto di oltre 42 milioni di euro.