Fare squadra, la rete di impresa per competere nei mercati esteri

L’export, nonostante in questi ultimi mesi stia subendo un rallentamento visibile proprio nelle regioni del Nordest, rappresenta ancora una valida opportunità per lo sviluppo economico del Veneto. Molti esperti tuttavia affermano che le ridotte dimensioni delle imprese venete rappresentino un elemento di difficoltà per riuscire ad affrontare la competitività con il mercato estero.

Le piccole e medie imprese venete, nel corso della storia economica regionale, hanno però sviluppato e sfruttato uno strumento molto efficiente per superare il limite dimensionale: sfruttando il ricco capitale sociale, per cui il Veneto è famoso, gli imprenditori veneti sono riusciti a fare “gioco di squadra” mettendo insieme dei veri e propri sistemi di imprese con gli stessi obiettivi e per questo cooperanti nella filiera di produzione e distribuzione (i cosiddetti distretti industriali).

Per questo, anche nel caso del mercato estero, gli imprenditori veneti dovrebbero recuperare questa particolare capacità di lavorare in rete. Attraverso la rete d’impresa e la costituzione di un vero e proprio network di filiera, per le piccole e medie imprese è possibile sovradimensionarsi e costituire in questo modo una massa critica in grado di competere con i colossi oltreconfine e di reagire a nuovi competitors sempre più agguerriti provenienti dall’Asia e dall’Est Europa.

Potrebbe essere però necessaria una strutturazione delle reti d’impresa fornendo uno strumento regolato e che garantisca una certa consapevolezza progettuale nelle alleanze tra imprese. Per incentivare e istituzionalizzare la rete d’impresa in Veneto, quindi, potrebbe essere declinato a livello regionale il contratto di rete già introdotto nel 2010 nell’ordinamento giuridico italiano e disciplinato nell’art. 3 della Legge n. 122 del 30 luglio. Con il contratto di rete si da vita, in effetti, ad una nuova epoca per le reti di impresa che hanno in questo modo uno strumento strutturato per cooperare nel mercato estero (ma anche quello interno).

Tuttavia non deve essere pregiudicata la tipica agilità operativa ed economica che caratterizza da sempre la piccola impresa. La direzione, in altre parole, è quella di disporre di uno strumento utile per strutturare l’azione e la collaborazione di rete, ma che permetta allo stesso tempo di mantenere un buon livello di libertà di azione.

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