Sbalchiero (Confartigianato): «Imprese nella morsa fra scarso (e costoso) credito e debiti della PA»

Sempre meno credito alle imprese italiane. Anche la Confartigianato della nostra regione, come già aveva fatto Officina Veneto, lancia l’allarme sulla stretta bancaria nei confronti delle imprese.

Da un’indagine dell’ente guidato da Giuseppe Sbalchiero, emerge che tra maggio 2012 e maggio 2013 i prestiti bancari alle aziende sono diminuiti di 41,5 miliardi di euro, pari al -4,2%. Nel contempo, il debito accumulato dalla Pubblica amministrazione verso le imprese ammonta a 91 miliardi.
«Abbiamo misurato la crisi di liquidità che soffoca gli imprenditori italiani – spiega lo stesso Sbalchiero – . Da una parte ci sono i finanziamenti bancari sempre più scarsi e costosi; dall’altra troviamo i mancati pagamenti della Pubblica amministrazione che non onora i propri debiti. Una morsa che sta stritolando le nostre imprese».
Partendo da un’analisi a livello nazionale, la Confartigianato sottolinea come «le più colpite dal razionamento del credito sono le imprese artigiane, in particolare quelle venete: a dicembre 2012 lo stock di finanziamenti è diminuito del 5,7% rispetto a fine 2011, e si attesta a 52,5 miliardi. Una stretta che si accentua, di molto, se si restringe l’osservazione al Veneto. Le nostre imprese hanno dovuto subire un calo superiore di oltre due punti percentuali, raggiungendo il -7,9% (peggior dato regionale dopo quello della Sardegna, pari al -8,8%)».

«I risultati della ricerca confermano che la situazione creditizia delle Pmi, è molto critica. Quel che è più grave e paradossale è che – come imprenditori – siamo costretti ad indebitarci con le banche per compensare i mancati pagamenti da parte della PA e di altre aziende. Il nostro problema di liquidità deve essere affrontato con uno sforzo comune straordinario e un impegno responsabile da parte del sistema bancario. Soprattutto, per scaricare le tensioni creditizie delle piccole imprese, occorre risolvere subito il gravissimo problema dei ritardi di pagamento della PA nei confronti delle imprese con la compensazione secca, diretta e universale tra i debiti della Pa verso le imprese e i debiti fiscali e contributivi delle imprese verso lo Stato».
«Nonostante le nuove leggi in materia, l’Italia mantiene saldo il record negativo in Europa per i tempi di pagamento della Pa: 170 giorni. 109 giorni in più rispetto alla media Ue – rileva l’associazione di artigiani – . In questo modo, nell’attesa di quanto ci è dovuto, siamo costretti a finanziarci rivolgendoci alle banche, sopportando un extra costo di ulteriori 2,2 miliardi».

«Al calo della quantità di finanziamenti al sistema produttivo si accompagna pure l’aumento dei tassi di interesse che penalizza le piccole imprese – conclude Sbalchiero – . Secondo la nostra indagine, su dati di Banca d’Italia, il tasso d’interesse a breve applicato in Veneto a marzo 2013 dalle banche alle imprese non finanziarie, è salito a 8,47, ben 36 punti base in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e, soprattutto, 280 punti base in più rispetto al tasso (del 5,67) concesso alle imprese con più di 20 addetti».