Il mercato del lavoro veneto chiuso in una “bolla”

IN UNA BOLLA. Per usare una metafora, sembra che il mercato del lavoro in Veneto sia intrappolato in una sorta di bolla immaginaria, in cui le forze sociali ed economiche non si arrendono e cercano di spingere dall’interno per farla esplodere. Ma non riescono a vincere contro una depressione che tiene chiuso qualsiasi spiraglio. Sono proprio i cittadini ad accorgersi di tutto ciò e a sperimentare in soli sei mesi il crollo della qualità del mercato del lavoro (quasi 10 punti in meno in un anno per l’indicatore di percezione calcolato da SWG).

NEL 2010 CRESCITA SENZA OCCUPAZIONE. Anche per il Veneto lo stallo economico del 2009 ha comportato un’intensa emorragia di lavoratori e nel 2010, nonostante una certa ripresa, il mercato del lavoro non ha seguito il miglioramento economico, anzi, si è stabilizzato su livelli del tutto simili al periodo critico del 2009. Un fenomeno simile, anche se molto più breve, a quello che negli anni ’80 in Europa è stato chiamato jobless growth, ovvero una crescita economica non accompagnata da un aumento di posti di lavoro.

SEGALI POSITIVI POCO INCISIVI SUL MERCATO DEL LAVORO. In altre parole, la crisi del lavoro in Veneto non si è arrestata, ma sembra diventare strutturale, costante, soprattutto se analizzata nel lungo periodo. I segnali di miglioramento visibili tra gli ultimi trimestri sono sicuramente dei segnali positivi, rappresentano l’espressione delle reali potenzialità presenti negli sforzi che il popolo veneto ha compiuto e sta compiendo per non affondare definitivamente nella disoccupazione. Ma è evidente che tutto questo impegno non è sufficiente per riuscire a tornare alla realtà occupazionale presente nel periodo antecedente la crisi

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