2010: il Veneto in ripresa, ma con i segnali di una nuova crisi

LA FRAGILE RIPRESA DEL 2010. Dopo il periodo nero del 2009, che ha visto un calo generalizzato dei valori del Pil, dal 2010 in Veneto si assiste ad un miglioramento. La dinamica economica regionale è in netta crescita (+3,2%) al di sopra della media nazionale (+1,8%) e delle altre regioni del Nord Est. Il Veneto inoltre nel 2010 ha ritmi di sviluppo simili a paesi europei come la Germania e realizza un aumento del Pil più consistente anche rispetto alla media UE (a 15 paesi). Ma guardando le percezioni degli imprenditori veneti, questa ripresa sembra troppo fragile per resistere a lungo. Già nel 2011 scorgevano i primi segnali di una nuova crisi.

LA PERCEZIONE DEGLI IMPRENDITORI. A luglio 2011 la percezione che gli imprenditori hanno sulle possibilità del “fare impresa” è infatti piuttosto negativa. Per quanto riguarda l’indicatore sulla salute e il dinamismo imprenditoriale elaborato da SWG, il punteggio ottenuto dal Veneto non raggiunge nemmeno i trenta punti su cento (28,5) ed è il più basso del resto d’Italia. Che fine ha fatto allora la ripresa economica? La risposta non è semplice, ma sembra tuttavia abbastanza chiara: quella che un tempo era la locomotiva economica e imprenditoriale per la crescita di tutta l’Italia, ha rallentato con un ritmo evidentemente più accelerato del previsto.

LA CAPACITÀ PREDITTIVA DEL TESSUTO SOCIALE ED ECONOMICO DEL VENETO. A conferma di quanto avvertito dagli imprenditori veneti, se osserviamo gli andamenti del fatturato nei principali settori produttivi è visibile l’inizio di una crescente difficoltà nella dinamica economica proprio all’inizio della seconda parte del 2011. Nel corso del terzo trimestre infatti, le vendite delle aziende venete, pur mantenendo un trend in crescita, mostrano maggiori difficoltà rispetto al periodo precedente.

DAL 2011 LA RIPRESA SI “SGONFIA”. Dal 2011 quindi la ripresa comincia a “sgonfiarsi” e non riesce a mantenere lo stesso ritmo ottenuto nel corso del 2010. Si è trattato allora di una ripresa fragile, volatile, che però potrebbe rivelarsi necessaria per fronteggiare quella che sembra una nuova crisi già visibile all’orizzonte del 2012.