La difficile “staffetta generazionale” del lavoro in Veneto

L’invecchiamento è uno dei punti critici del Veneto e l’incidenza della popolazione pensionata su quella attiva che lavora definisce un indicatore importante per il futuro del tessuto sociale regionale. Nonostante in Veneto i pensionati incidano meno rispetto ad altre zone d’Italia, dietro alle buone performance si nascondono le minacce di un disequilibrio generazionale crescente nel mondo del lavoro.

In Veneto nel 2010 ci sono oltre 620 pensionati su mille occupati di età 15-64 in crescita dal 2009 (+2,5). Ciò significa che l’incidenza degli anziani sulla popolazione attiva e al lavoro sta aumentando. Tuttavia il Veneto è secondo solo al Trentino Alto Adige nella classifica nazionale e i pensionati incidono sugli occupati meno rispetto alla media nazionale (721 pensionati su mille occupati per l’Italia contro 623 del Veneto).

Pensionati ogni mille occupati in età 15-64, classifica nazionale
Fonti: Elaborazioni OV su dati Istat e Inps

Il posizionamento positivo del Veneto rispetto al resto delle regioni italiane (soprattutto di quelle meridionali in cui ci sono almeno 850 pensionati ogni mille lavoratori) nasconde però un problema di disequilibrio generazionale nel mercato del lavoro regionale.

Infatti, la minor incidenza dei pensionati sui lavoratori è dovuta anche ad una permanenza di maggior durata degli over 65 sul posto di lavoro che aumentano in un anno (dati approfonditi nella SCHEDA scaricabile anche dal link in basso) e che costituiscono in questo modo un ulteriore blocco per l’entrata nel mondo del lavoro delle nuove generazioni.

In ogni caso, nonostante sia di lieve entità rispetto ad altre regioni, l’incremento annuale dei pensionati sugli occupati sperimentato dal Veneto porta a riflettere sul futuro della sostenibilità del welfare regionale.

SCARICA LA SCHEDA EQUILIBRIO GENERAZIONALE Anno 2010