Le difficoltà degli imprenditori: 105 mila i negozi chiusi in Italia e preoccupante aumento di cessazioni in Veneto

I dati del 2011 parlano di 105 mila piccole imprese commerciali italiane costrette a chiudere. In Veneto, nei primi tre mesi del 2012, cessano l’attività oltre 4 mila imprese. La crisi sta colpendo duramente tutto il panorama imprenditoriale, mettendo a dura prova chi quotidianamente cerca di non chiudere la propria attività. Molti imprenditori sono ormai sfiduciati e vedono una realtà imprenditoriale ammalata e statica.

L’impresa veneta è in difficoltà e il prossimo futuro non è dei più rosei. Lo dicono da diverso tempo le statistiche e anche i media. Ma questa volta ad affermarlo chiaramente sono gli imprenditori stessi in un’indagine annuale condotta da SWG per Officina Veneto. La percezione degli imprenditori sulle «performance» del tessuto economico regionale è un contributo fondamentale perché rappresenta la voce di chi sta sopravvivendo con difficoltà alla crisi e che si trova quotidianamente a contatto con l’incertezza della realtà economica odierna. E nei dati di quest’anno emerge tutta la difficoltà della recessione.

Nel 2012, infatti, gli imprenditori veneti vedono una realtà imprenditoriale ammalata, che fatica a crescere e che non permette di rialzare la testa. La sfiducia e l’insoddisfazione sembra generalizzata in tutto il Paese, è vero, ma se confrontato con il sentiment del resto d’Italia, quello degli imprenditori veneti risulta migliore solo del Nord Ovest. Inoltre, il diffuso peggioramento dall’anno scorso mette in luce un pericoloso orizzonte di difficoltà per il futuro economico sia del Veneto che del resto d’Italia.

Indicatore di percezione sulla salute e dinamismo imprenditoriale, anno 2012
scala punteggio 0-100 e var. % su 2011
Fonte: Elaborazioni OV su indagine SWG

Ad essersi arrestato è uno dei motori principali dell’imprenditorialità, ovvero la propensione e la voglia di investire. Si tratta di un fenomeno sicuramente legato alla particolare congiuntura che il Paese sta vivendo e che limita la tendenza degli imprenditori a rischiare le poche risorse a disposizione. Ma è una situazione che se non tenuta sotto controllo rischia di perdurare nel tempo visto che già dall’anno scorso il peggioramento è più veloce soprattutto nel Nord Est, Veneto compreso.

Segnali migliori invece per gli investimenti nelle energie rinnovabili. Sembra infatti che gli imprenditori Veneti preferiscano impegnare i pochi guadagni in investimenti che favoriscano l’ambiente e che rientrino nel mercato della green economy. Tuttavia, rispetto alle altre zone d’Italia, il Veneto risulta ancora indietro, c’è del lavoro da fare, anche se la propensione ad investire in energie rinnovabili degli imprenditori veneti aumenta nel giro di un anno (+1,1%), contrariamente a quanto accade nel resto del Nord Est (-15,5%).

Indicatore di percezione su propesione alle energie rinnovabili, anno 2012
scala punteggio 0-100 e var. % su 2011
Fonte: Elaborazioni OV su indagine SWG

Nonostante le difficoltà incontrate sembra che gli imprenditori veneti non intendano lasciare la regione, né tanto meno siano intenzionati a delocalizzare. La propensione all’internazionalizzazione è infatti piuttosto ridotta, anche se confrontata con la media nazionale e con i competitors del Nord Ovest. Probabilmente però, al radicamento territoriale degli imprenditori veneti, si aggiunge anche una scarsa disponibilità di risorse e di credito che rende complicato anche internazionalizzare.

Alla luce delle percezioni degli imprenditori sembra evidente che la condizione imprenditoriale in Veneto è critica. La sensazione che la nave stia affondando ci arriva direttamente da chi fino ad ora ha cercato di governare il timone e che oggi comincia a non riuscire più a tenere la rotta. Il cuore dell’economia veneta batte più lentamente e ha bisogno di una cura al più presto se si vuole rilanciare lo sviluppo non solo regionale, ma dell’intero Paese.

Per approfondire SCARICA LA SCHEDA SALUTE E DINAMISMO IMPRENDITORIALE 2012